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La Rieducazione Motoria nel cavallo

La Rieducazione Motoria nel cavallo (2): domande e risposte

Dott.ssa Mariarosaria Manfredonia

Cosa è un trauma o lesione muscolo-scheletrica?
Gli americani definiscono la lesione una catastrofe. Quando si verifica, non esiste struttura dell’organismo, che, direttamente o indirettamente, non ne patisca gli effetti.

Per riuscire a comprendere cosa accade quando il corpo subisce un trauma, dobbiamo immaginare il lancio di una bomba su di una città e la conseguente devastazione - mucchi di detriti, perdita di liquidi, fuoriuscite di gas, interruzione delle comunicazioni – dell’intero impianto strutturale dell’area urbana colpita. L’assetto del territorio è modificato, l’organizzazione sociale compromessa. In seguito, la ricostruzione necessiterà di un piano di intervento rigoroso e dettagliato perché la città sia riportata alla normalità, progettando il recupero dei luoghi alterati dal disastro.

Negli esseri viventi, negli animali come il cavallo, un evento traumatico crea lo stesso impatto devastante e debilitante e necessita di interventi attenti ed efficaci. Se il piano di recupero immediatamente successivo al trauma è affrettato, si può compromettere anche la capacità atletica del cavallo, minando ad esempio il rapporto di fiducia cavallo–cavaliere, soprattutto se e quando entrambi si trovassero a ripetere l’esercizio che ha portato al trauma.

E’ importante, quindi, che la strategia di recupero da adottare sia mirata, in funzione dell’entità della lesione e della risposta individuale al trattamento previsto. Contrariamente alle leggende popolari, “tempo” e “riposo”, non sono i guaritori per eccellenza, anzi, studi condotti in vitro sui tessuti hanno mostrato come sia da preferirsi, in molti casi, il ricorso all’esercizio controllato. Nei tessuti degli esseri viventi, una ulteriore complicazione è costituita dal dolore: il dolore produce molti effetti collaterali, ostacola il flusso sanguigno all’area colpita, causando spasmi muscolari, ritardando e complicando i processi riparativi.

Schema degli effetti della lesione:
(Lesione ⇒ Dolore ⇒ Spasmo Muscolare ⇒ Riduzione della circolazione ⇒ Atrofia Muscolare ⇒ Tensione dei Legamenti ⇒ Perdita di movimento ⇒ Aderenza ⇒ Dolore).

La guarigione di un tessuto passa attraverso tre fasi che si sovrappongono:

  • Infiammazione. Nel punto in cui è occorso il trauma, i piccoli vasi si rompono, il sangue fuoriesce nell’intera area e si perdono cellule e fluidi dagli spazi tissutali adiacenti alla struttura danneggiata. I tessuti circostanti potrebbero a loro volta essere allungati o strappati. In funzione della gravità della lesione, potrebbe essere compromessa anche l’innervazione dell’area, con perdita della conduzione. Segni evidenti di questa fase sono gonfiore, calore, perdita completa della funzionalità, dolore evidente, sia esercitando una pressione, sia muovendo l’animale. Il dolore è causato dalle sostanze tossiche vicino alle terminazioni nervose e/o dall’aumentata pressione allo stesso livello. Queste sostanze, risultato della distruzione cellulare e del sangue presente, richiamano altri liquidi carichi di cellule. Alcuni di questi fluidi, attraversando le pareti dei vasi, possono danneggiare i tessuti sani che circondano l’area colpita. Altre cellule specializzate migrano rapidamente verso l’area danneggiata, col preciso compito di rimuovere i detriti (o cellule morte). Queste cellule contribuiscono ad irritare i tessuti circostanti e questa irritazione assicura un continuo flusso di sangue nella zona.
  • Proliferazione. Dopo circa una settimana, nuovi vasi sono nati in tutta l’area colpita. Questi, per quanto siano ancora immaturi, sono capaci di trasportare sangue ed hanno il compito di allontanare le cellule danneggiate ed i tessuti distrutti e di portare “cellule riparatrici”. Inizia la costruzione dello strato inferiore di collagene e si forma la cicatrice. Al microscopio, circa 10 giorni dopo il trauma, l’area colpita appare like a badly darned sock. Non appena la cicatrice ha formato un “ponte” tra i tessuti danneggiati e quelli sani, inizia l’ultima fase.
  • Rimodellamento. Rappresenta lo stadio finale del processo di riparazione, che potrebbe durare anche alcuni mesi. Durante questa fase, piccole fibre si addensano nel tessuto di riparazione temporaneo ricreando il tipo di tessuto originario.

A cosa deve mirare la terapia?
1) Controllare l’emorragia precoce e l’edema associato.
2) Alleviare il dolore e prevenire gli spasmi muscolari.
3) Favorire i meccanismi fisiologici di riparazione del tessuto.
4) Prevenire la formazione di aderenze e contratture.

Schema degli Effetti che dobbiamo ottenere:

(Lesione ⇒ Riduzione del dolore ⇒ Assenza di spasmo muscolare ⇒ Riduzione minima del flusso sanguigno ⇒ Minima atrofia muscolare ⇒ Nessuna tensione legamentosa ⇒ Nessuna perdita di movimento )

Nessuna terapia sarà mai efficace se non è preceduta da un’accurata diagnosi. L’osservazione e la conoscenza approfondita della biomeccanica e dell’anatomia, forniscono un valido supporto per risolvere il problema.

Una buona strategia di intervento, passa, quindi, attraverso tre punti fondamentali:

  • Individuare il punto di origine del problema;
  • Assecondare il normale processo di riparazione attraverso l’uso della terapia appropriata;
  • Ridurre il rischio di una recidiva con un buon programma di rieducazione motoria.

Quali sono le terapie a disposizione?

  • Massaggio (manuale e meccanico);
  • Terapia del Freddo e del Caldo;
  • Idroterapia;
  • Talassoterapia;
  • Rieducazione muscolare;
  • Manipolazione e scollamento dei tessuti molli,
  • Laser terapia;
  • Stimolazione elettrica dei muscoli,
  • Magnetoterapia;
  • Allenamento con redini lunghe;
  • Stimolazione dei nervi transcutanei;
  • Allenamento con giostra;
  • Acquatreadmil;
  • Immobilizzazione articolare;
  • Esercizi di ginnastica specifici;
  • Solarium;
  • Stretching.

In questi primi due numeri, ho ritenuto opportuno illustrare i confini della Rieducazione Motoria nel cavallo, spiegarne gli obiettivi ed i principi attraverso i quali si applica. Quando intervenire e soprattutto, perché farlo.

Nei numeri successivi illustrerò le diverse tecniche riabilitative, specifiche per distretto muscolo – scheletrico e per tipo di condizione che vogliamo trattare e per scopo che vogliamo ottenere. Ed illustrerò anche come è possibile servirsi della Rieducazione Motoria anche in assenza di un trauma come strumento di miglioramento ed esaltazione delle performances atletiche del cavallo e del rapporto cavallo-cavaliere.

Riferimenti bibliografici:

Equine Injury, Therapy and Rehabilitation. (Third edition) Mary Bromiley;

Back to work. How to rehabilitate or Recondition your horse. Lucinda Dyer;

http://www.veterinaryphysio.co.uk

http://equinephysiotherapyservices.com

http://www.equinehealthcare.com

http://www.yorkshireequineclinic.com

Thoroughbred Racehorse Injury Rate Released by Jockey Club - http://www.thehorse.com

http://www.equiphys.com/

http://www.animalphysiotherapy.com.au/

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